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I Robot? Il futuro dell’informatica applicata.

 

Pensavamo a un futuro in cui avremmo avuto servi robotici, in forma umanoide, che ci avrebbero servito in tutto e per tutto.

In un certo senso, il futuro è già arrivato. Solo non nelle forme che ci aspettavamo.

La robotica è entrata sempre di più nella vita delle persone e soprattutto negli stabilimenti produttivi.

Oltre che una rivoluzione culturale, è un mercato globale da 27 miliardi di dollari, in netta crescita rispetto ai 7,4 miliardi del 2000 e ai 10,8 miliardi del 2005. Inoltre, stando uno studio di ABI Research dal titolo Collaborative Robotics: State of the Market / State of the Art, da qui al 2020 ci potrebbe essere un vero e proprio boom nell’utilizzo quantitativo e qualitativo dei robot in diversi ambiti: dall’industria, al settore sanitario, ai trasporti al campo militare.

E, perchè no, anche quello domestico.

Il futuro potrebbe davvero assomigliare a un romanzo di Isaac Asimov o Philip K. Dick, con robot sempre più sofisticati con cui interagire in casa, in ufficio o nei negozi

 

L’offerta finanziaria non poteva ignorare un settore che secondo le stime crescerà del 9% all’anno e che, potenzialmente, potrebbe cambiare le nostre vite come già avvenuto con l’avvento dei computer, di Internet e del telefono cellulare. Insomma, il futuro potrebbe davvero assomigliare a un romanzo fantascienza, con robot sempre più sofisticati con cui interagire in casa, in ufficio o nei negozi.

 

La partita si gioca in Cina?

Nonostante ad oggi il peso maggiore nell’indice, a livello geografico, sia rappresentato da Stati Uniti e Giappone, sarà la Cina a trainare l’industria. Le autorità di Pechino hanno deciso di sviluppare fortemente il settore, al fine di aumentare la produttività delle aziende locali. Attualmente, nel paese del dragone le vendite di robot nel segmento industriale sono più che triplicate rispetto al 2012. Entro il 2017 i robot opereranno in Cina in più stabilimenti produttivi che in Europa o in Nord America. Le unità operative raddoppieranno nei prossimi due anni, salendo a oltre 400 mila. L’industria automobilistica è di gran lunga la più attiva, con l’impiego di circa il 40% dei robot industriali totali.

 

Nonostante Pechino sia già il maggior mercato del settore, la cosiddetta “densità robotica” è ancora molto bassa: oggi l’ex Celeste Impero ha 30 robot industriali ogni 10.000 dipendenti nelle fabbriche. La densità robotica della Germania è dieci volte maggiore, quella del Giappone undici volte superiore, mentre negli Stati Uniti il rapporto è cinque volte tanto. Insomma, i margini di crescita sono enormi.

 

Le fabbriche industriali avranno sempre meno manovalanza e sempre più bisogno di ingegneri e operai altamente specializzati, al fine di programmare e manutenere i robot che verranno utilizzati per diverse mansioni

 

Il mondo nuovo

Se queste previsioni si riveleranno azzeccate, si andrà quindi verso un futuro in cui le fabbriche industriali avranno sempre meno manovalanza e sempre più bisogno di ingegneri e operai altamente specializzati, al fine di programmare e manutenere i robot che verranno utilizzati per diverse mansioni. Ma questa “rivoluzione” non si limiterà agli stabilimenti produttivi. D’altraparte, è già possibile, anche negli ospedali italiani, subire un intervento senza essere nemmeno sfiorati dalle mani del chirurgo, attraverso la tecnica della videolaparoscopia, che utilizza applicazioni meccaniche e minuscole telecamere.
Per non parlare dei robot che ci puliscono i pavimenti di casa e si autoricaricano, fino al business del futuro che sta avvicinando i giganti del software e dell’hardware mondiale al mercato dell’auto. Le automobili automatiche saranno una realtà molto prima di quello che immaginiamo.