Seleziona una pagina

Clay Audino, CEO di Betacom, è stato intervistato per il Giornale del Piemonte e della Liguria, che tira circa 40mila copie e le distribuisce nelle due regioni, a proposito del futuro del settore IT e della vera rivoluzione, l’Internet delle Cose, ovvero l’Industria 4.0

clay audino betacom (1) (1)

ecco la trascrizione del pezzo de “Il Giornale del Piemonte e della Liguria”, uscito il 29 dicembre 2015

Clay Audino, classe 1976 è CEO di Betacom, azienda nata a Torino nel 2002 e che da molti anni opera mercato dei servizi IT alle grandi imprese, pubbliche e private.

Diventato da poco Presidente Confimi Industria Digitale Lombardia, Audino si presenta come la figura chiave nel supporto al credito, nell’internazionalizzazione e l’innovazione del Sistema manifatturiero Italiano. In questa intervista ci racconta propositi e progetti per un futuro non troppo lontano.

1) Clay di cosa si occupa Betacom e quale sfida si prepara a raccogliere per i prossimi anni?

Betacom è una società specializzata nella progettazione, realizzazione ed integrazione di servizi informativi aziendali. Offriamo consulenza IT, supporto al cliente nella razionalizzazione dei processi operativi, realizzazioni di applicazioni software in diversi ambienti tecnologici, gruppi di progetto dedicati allo sviluppo di pacchetti chiavi in mano, manutenzione di sistemi in esercizio.

2) Quanto è importante la sicurezza informatica in un mondo globalizzato e digitalizzato?

Fondamentale, il numero di frodi ed attacchi aumentano esponenzialmente di anno in anno.

3) La vostra è un’azienda in crescita. Dal 2013 siete passati da 130 addetti a 250. Quali sono i motivi di questo trend? 

La nostra è un’azienda fatta di persone, sono loro e le loro competenze la vera forza trainante.

4) Come vede la sua azienda, Betacom tra 10 anni?

Sicuramente con delle competenze accresciute rispetto a quelle attuali in modo da poter supportare sempre meglio i nostri clienti.

5) Clay da poco è diventato Presidente del Confimi, Confederazione dell’Industria

Manifatturiera Italiana. Quali sono gli obiettivi che vuole portare avanti per questo importantissimo mandato? Mi piacerebbe sviluppare una vera e propria cultura digitale all’interno delle imprese e del sistema confederale. Creare sinergie fra le imprese, assicurare un’adeguata rappresentanza nei confronti delle Istituzioni lombarde e delle Università del territorio, proporre adeguate soluzioni normative in favore delle imprese e  favorire il processo di evoluzione verso Industria 4.0

6) Quando si parla di internet delle cose a cosa si fa riferimento?

È la trave portante dell’industria 4.0, connettere oggetti (anche non nati per essere connessi) in modo da poterci interagire, monitorare e controllare. 

7) Cosa vuol dire fare Innovazione nel settore manufatturiero?

Vincere gli ostacoli che separano la vecchia industria dall’industria 4.0

8) Quali sono le tre parole chiave che caratterizzano il lavoro che svolge ogni giorno?

Direi precisione, Puntualità e versatilità.

9) Quali sono le novità che prevede per settore ICT in un futuro non troppo lontano?

Il nostro settore è pieno di novità che si susseguono freneticamente, la sfida più che altro è capire quali troveranno un riscontro nella vita di tutti i giorni e quali no.