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Nuove frontiere per l’Internet delle Cose. “Se si costruiscono abbastanza infrastrutture, se si costruiscono abbastanza computer, se si costruiscono abbastanza interfacce di programmazione… i data scientists possono fare magie”.  Lo ha detto Himagiri Mukkamala, ideatore della piattaforma connessa alla reta che rivoluzionerà l’industria. Una produzione più efficiente, risparmiando tempo e denaro. Come è possibile? Basta prevedere il futuro.

I dati sono la moneta di scambio nell’Internet delle Cose (IOT). Grazie all’analisi dei dati è possibile creare delle statistiche, prevedere il futuro in un certo senso. Sfruttarli al meglio significa poter calcolare in anticipo i risultati di un determinato processo. Una rivoluzione che trasformerà l’intera infrastruttura del mondo. L’internet delle Cose sta raggiungendo la sua vera potenzialità, grazie alla sua applicazione nell’ambito industriale.

Le macchine moderne producono una mole di dati impressionante, in maniera del tutto autonoma e continuativa. Ingegneri, sviluppatori, scienziati e ricercatori solo da poco hanno cominciato a concentrarsi nello sviluppo di piattaforme e processi per permetterne l’elaborazione. Moltissimi dati e pochi mezzi per sfruttarli appieno.

Le aziende specializzate nella produzione industriale faticano a comprendere il potenziale dell’analisi dei dati. Saper sfruttare al meglio le informazioni raccolte risolverebbe i problemi prima ancora che questi si presentino, ma non solo.  Si potrebbe aumentare in maniera esponenziale la produttività dei macchinari, e una volta trovata la formula perfetta, applicarla a tutte le macchine dello stesso tipo. Una volta individuato il punto debole è sufficiente eliminarlo, in modo che non si ripresenti in nessun altro luogo o momento.

In definitiva, grazie all’analisi predittivaPredictive Analytics – è possibile eliminare i punti di guasto.

Secondo Himagiri Mukkamala, capo ingegnere della piattaforma di analisi industriali Predix presso la GE Digital, la capacità di prevedere quando qualcosa fallirà, sarà il prossimo traguardo dell’Internet delle Cose. Predix è stata rilasciata a febbraio. Una piattaforma collegata al Cloud per monitorare e migliorare la produzione industriale in tempo reale. Di tipo standard può essere utilizzata con macchinari di qualsiasi tipo, in ogni tipo di industria.

L’obiettivo? Riempire il vuoto che impedisce all’Internet delle cose di raggiungere il proprio potenziale in campo industriale.

 

Se si raccolgono abbastanza dati e le informazioni si analizzano a dovere – e per tempo -, si potrà prevedere dove e quando la strumentazione potrebbe fallire. In questo modo sarà possibile mettere fuori uso un macchinario prima ancora che questo si guasti, prevenendo danni più o meno ingenti alla produzione.

I dati da analizzare sono tantissimi e risultano del tutto incomprensibili a chiunque non abbia delle solidissime basi scientifiche o ingegneristiche. Occorre molto tempo per analizzarli, e ancora più tempo per decidere se sia il caso o meno di fermare un macchinario industriale sulla base dei risultati raccolti. Un processo di grande responsabilità, che può richiedere addirittura da sei mesi a un anno per una decisione definitiva.

I tempi sono molto dilatati, se si considera la società moderna. Una società costantemente connessa e in continuo movimento, dove la tecnologia e i software ci circondano, accompagnandoci nella vita di tutti i giorni. Il collante, ciò che ci permette di orientarci in questo mondo frenetico, sono proprio i dati.

Bisogna saper apprezzare l’analisi predittiva. Capirne l’importanza. Siamo invasi da dispositivi che generano dati, ma non sempre questi dispositivi sono intelligenti quanti pensiamo. L’importante non sono i dati grezzi, ma le decisioni che si possono prendere sulla base di quei dati. Aerei, treni, automobili, turbine eoliche, centrali elettriche, fabbriche, piattaforme petrolifere, dispositivi per monitorare la salute. Oggetti dotati di piccoli sensori e software che li collegano alla Rete. E’ questa connessione che li rende potenti, che li rende ‘oggetti pensanti’. La potenzialità dell’Internet delle Cose non sta nelle Cose, ma nell’Internet.

‘Se si rompe, aggiustalo’, un modello di pensiero che esiste fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Come fare a spezzare uno schema così radicato? Come sostituirlo con un ‘Prevedi e previeni il guasto’? Bisogna fornire agli sviluppatori il giusto mezzo. In questo caso una piattaforma. Una piattaforma in grado di elaborare in tempo reale l’enorme mole di dati raccolti dai diversi dispositivi. Sarà sufficiente sviluppare delle applicazioni ad hoc per monitorare e correggere i possibili errori. Bastano pochi algoritmi, per benefici più che reali. Meno guasti e impianti più produttivi e efficienti.

Il futuro dell’industria è nella prevenzione dei guasti. Nel mondo industriale l’importante è il risultato, e il tempo è denaro. Ottimizzare è la parola d’ordine per avere successo. Applicando i principi dell’Internet delle Cose all’industria si può arrivare alla perfezione. Basta donare a dei semplici oggetti il potere della Rete.

 

 

 

 

 

http://blog.betacom.it/2015/11/02/iot-un-viaggio-alla-scoperta-della-rivoluzione-tecnologica/

https://www.crunchbase.com/person/hima-mukkamala

https://arc.applause.com/2016/03/30/predix-industrial-iot/

https://en.wikipedia.org/wiki/Predictive_analytics

http://go.digital.ge.com/rs/330-FCH-291/images/GE-Digital-Predix-Platform-Brief.pdf

http://www.ge.com/digital/

http://www.predix.com/overview