Seleziona una pagina

Il 16 aprile l’University of Florida (UF) ha ospitato la Brain Drone Race. La prima gara in assoluto tra droni controllati con il pensiero. Sedici gli studenti in gara per una competizione unica nel suo genere. Una corsa all’ultimo metro, a colpi di..cervello. Un evento che dice molto sul nostro futuro. Possibile che tra qualche anno per spostarci ci basterà pensare di farlo?

 

Di competizioni tra droni ce n’erano già state parecchie, non è questa la novità. Ma riuscire a manovrare i droni con la mente, questo sì che è un bel cambiamento. L’obiettivo dei concorrenti era quello di riuscire a spostare il proprio drone in linea retta ad almeno 10 metri di distanza. Non certo la gara in stile Star Wars che vi stavate immaginando, vero? Beh, provateci voi a manovrare un drone con il solo pensiero…!

Ma come è possibile spostare un oggetto utilizzando solamente il nostro cervello? Non è possibile, ovviamente. Ogni concorrente in gara era munito di una specie di caschetto, un rilevatore di attività cerebrale. Questo dispositivo monitora il cervello tramite un elettroencefalogramma. I caschi sono calibrati per associare specifiche azioni e a determinate attività del cervello.

I piloti della Brain Drone Race si sono allenati duramente per controllare le proprie attività cerebrali. In questo caso l’esercizio da fare era quello di fissare dei cubi sullo schermo e immaginare di spingerli. Spingere i cubi nel proprio cervello produce l’effetto di far volare in avanti gli aeromobili nel mondo reale.

Durante la gara le azioni specifiche rilevate dall’elettroencefalogramma erano calibrate per permettere lo spostamento di un drone, ma le interfacce cervello-computer (BCI) sono molte. Questo tipo di tecnologia è stata in primis messa a punto per scopi medici, anche se potrebbe avere risvolti ludici e di intrattenimento non indifferenti. Per poterla perfezionare è necessario spingerla al limite e farla conoscere anche al grande pubblico. Questo lo scopo della gara, dimostrare il potenziale di questa tecnologia, e l’importanza di investire per il suo sviluppo.

Forse spostare un aeromobile in miniatura a dieci metri di distanza non sembra una grande impresa, ma lo sforzo mentale e la costanza di concentrazione richiesti sono enormi. I supporti che permettono l’interfaccia cervello-computer sono tecnologie estremamente avanzare, e il loro sviluppo è appena agli inizi. Bisogna ricordarsi che il cervello umano cela ancora moltissimi misteri, e nonostante gli studi, gli scienziati sono riusciti a comprenderne il funzionamento solo in parte.

Le interfacce BCI, in medicina, hanno permesso di fare passi da gigante, e le potenzialità sono infinite. L’anno scorso, un uomo paralizzato, è riuscito grazie ad un chip impiantato nel cervello a bere una birra da solo. Il chip, in grado di monitorare le onde cerebrali dell’uomo, inoltrava i segnali di comando al suo braccio bionico, permettendo all’uomo di manovrarlo con il pensiero.

“Un giorno potremmo indossare un dispositivo di interfaccia controllato dal cervello come si indossa un orologio per interagire con le cose intorno a noi”, spiega il professor Juan Gilbert, i cui alunni hanno organizzato la gara di droni. L’idea è quella di portare la Brain Drone Race nella altre università già partire dal 2017.

http://braindronerace.com/

http://www.ufl.edu/

http://it.ibtimes.com/brain-drone-race-decolla-la-gara-dei-droni-controllati-col-pensiero-video-1448819

http://techcrunch.com/2016/04/25/university-of-florida-held-the-worlds-first-brain-controlled-drone-race/

http://qz.com/669720/the-first-brain-controlled-drone-race-just-took-place-in-florida/

http://www.abc.net.au/news/2016-04-27/mind-controlled-drone-race-florida/7362172

https://en.wikipedia.org/wiki/Brain%E2%80%93computer_interface

http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/uomo-paralizzato-muove-il-braccio-bionico-con-il-pensiero-e-un-chip-_2112607-201502a.shtml