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Project Bloks. Google lancia un progetto per insegnare la programmazione ai bambini dai 5 anni in su. Una piattaforma hardware aperta che consente a designer, sviluppatori e ricercatori di insegnare le basi della programmazione anche ai più piccoli. Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’azienda IDEO, è volto a stimolare nelle giovani menti l’interesse verso la programmazione, in modo divertente.

L’idea rivoluzionaria è quella di rendere tangibili i concetti base della programmazione, trasformandoli in oggetti concreti con i quali interagire nel mondo reale.

Project Bloks è un progetto educativo realizzato dalla collaborazione tra il Google Creative Lab, il Google Research & Education Team, la società di design IDEO e Paulo Blikstein, direttore del Transformative Learning Technologies Lab dell’Università di Stanford. Il colosso di Mountain View lo ha annunciato questo 27 giugno 2016.

Perché sviluppare un simile progetto? L’idea di base di Bloks è riuscire a insegnare concetti di programmazione anche ai più piccoli. Imparare a fare coding, ovvero imparare a conoscere il codice informatico e programmare, oggi è molto importante, e lo sarà ancora di più in futuro. E questo Google lo sa. Quindi perché non istruire già da oggi i programmatori di domani? Con Project Bloks questo è possibile. La piattaforma hardware aperta permette di prendere i concetti legati al codice, perlopiù astratti, e arricchirli di una dimensione fisica, tangibile, così che anche i più piccoli possano appassionarsi alle dinamiche sulle quali si reggono i principi dello sviluppo.

Così Google descrive il progetto: ‘Project Bloks è un progetto di ricerca. Il nostro obiettivo è quello di creare una piattaforma hardware aperta per aiutare sviluppatori, designer e ricercatori a costruire una nuova generazione di esperienze di programmazione tangibili per i ragazzi.’

Come funziona Project Bloks? La piattaforma è costituita da una serie di moduli, tre per l’esattezza. I moduli si possono combinare in maniere differenti per creare progetti di vario tipo. Il primo blocco si chiama Brain Board ed è il processore e l’alimentatore per gli altri moduli. Basato sulla tecnologia del Raspberry Pi Zero (il pc che costa appena 5 dollari) è dotato di altoparlanti, Wi-Fi e Bluetooth. Il secondo modulo è composto dai Pucks, pulsanti, che servono a impartire comandi semplici come “accendi”, “sposta”, “ruota”, “salta” o “riproduci musica”. I blocchi vanno posizionati sul modulo di base, il Base Board. Ogni modulo deve essere collegato all’altro per poter funzionare, anche in maniera non lineare. Con questo sistema è possibile creare anche algoritmi complessi.

I blocchi diventano uno strumento didattico a tutti gli effetti per sviluppare vere e proprie esperienze di programmazione. Con la piattaforma Bloks è possibile creare dei sistemi in grado di interfacciarsi con dispositivi come i Mirobot o la piattaforma LEGO WeDO 2.0, per creare interfacce di controllo o piccoli sistemi di domotica. I bambini giocano in maniera naturale e imparano utilizzando le mani e costruendo. Uno dei benefici della programmazione tangibile è che rende il codice fisico e fruibile, così da poterci giocare.

 

 

http://www.macitynet.it/google-bloks-un-progetto-insegnare-la-programmazione-ai-ragazzi/

http://www.fastweb.it/smartphone-e-gadget/project-bloks-come-google-insegna-la-programmazione-ai-bambini/

http://www.webnews.it/2016/06/28/project-bloks-programmazione-piccoli/

https://projectbloks.withgoogle.com/

https://www.raspberrypi.org/products/pi-zero/

http://mirobot.io/

https://education.lego.com/en-gb/lesi/elementary/wedo-2