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Voglia di viaggiare? Perché non nello spazio? Google Maps lancia una nuova sezione che permette di visitare i pianeti e le lune del sistema solare. Con oltre 500 milioni di scatti ‘extraterrestri’ lo spettacolo è assicurato. Le immagini sono state catturate dalla sonda Cassini durante il suo viaggio verso Saturno.

Non solo Saturno e i suoi satelliti, ma anche altri pianeti del sistema solare come Plutone, Venere e Mercurio.

Viaggiare nello Spazio è uno dei sogni più antichi del genere umano. L’universo ha quel tipo di fascino a cui difficilmente è possibile resistere, ma non tutti purtroppo possiamo diventare astronauti per visitarli di persona. Google ha trovato una sua personale soluzione decidendo di integrare la propria piattaforma Google Maps con una nuova sezione che permetta di “visitare” pianeti e lune del sistema solare. La novità è stata presentata in occasione del ventennale della missione Cassini verso Saturno, cominciata a settembre 1997 e conclusasi poche settimane fa. Grazie ai 500 milioni di scatti catturati dalla sonda interplanetaria è stato possibile ricostruire fedelmente i luoghi extraterrestri più affascinanti di sempre.

Il colosso di Mountain View già nel 2014 aveva integrato il proprio servizio di web mapping aggiungendo alla Terra anche la Luna e Marte per celebrare il biennale dell’atterraggio di Curiosity sul Pianeta Rosso. Ora lo scenario si è ulteriormente arricchito: oggi sono 16 i corpi celesti visitabili su Google Maps. Non solo si potranno ammirare i satelliti naturali di Saturno (Titano, Dione, Mima o Encelado) ma anche altri pianeti come Plutone, Venere e Mercurio.

Ma non finisce qui. Sul sito, da luglio di quest’anno, sono disponibili anche immagini a 360° della Stazione Spaziale Internazionale. Navigando nell’apposita sezione è possibile fare una visita all’interno della capsula, provando ad immaginare ciò che gli astronauti provano trovandosi in un simile luogo, in mezzo allo Spazio.

Per costruire l’ambiente virtuale a partire dalle fotografie scattate dalle sonde spaziali e dai satelliti, Google ha collaborato con l’artista astronomico Björn Jónsson che ha assemblato le fotografie in mappe planetarie. In particolare, è stato lui a costruire le mappe di Europa, Ganimede, Rea e Mimas, lavorando sulle immagini fornite dalla NASA e dalla European Space Agency.

Un’esperienza non solamente ludica, ma anche estremamente educativa. Un modo tutto nuovo per studiare l’universo e i suoi pianeti con tutta un’altra prospettiva.

Ancora una volta la tecnologia apre un’affascinante porta sull’universo. 

 

 

http://www.tgcom24.mediaset.it/tgtech/viaggiare-nello-spazio-grazie-a-google-maps_3101824-201702a.shtml

Google Maps Planets alla conquista della galassia, ora è possibile visitare il sistema solare