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Il 26 Ottobre, nella cornice dello storico stabilimento Aurora Penne, si è svolto il convegno organizzato da Betacom in occasione del proprio quindicesimo anniversario. Ad intervenire alcuni esperti di fama internazionale. Oggi condividiamo con voi ciò che ci ha raccontato Simone Malcangi sull’importanza del fattore ‘tempo’, soprattutto quando si parla di sicurezza informatica. 

“Cyber Security: The importance of strategic planning”

Innanzitutto, chi è Simone Malcangi? Ethical Hacker esperto di offensive security, è operativo in ambiti mission critical per i sistemi più complessi. Guida Produce ICT, Business Unit di Betacom dedicata alla sicurezza informatica. Con un team di Security Evangelist e Ethical hacker trova le falle dei sistemi informatici più avanzati e sviluppa le contromisure più efficaci contro gli attacchi hacker. Simone è,  semplice da intuire, un grande appassionato di informatica e nuove tecnologie.

Nel suo intervento intitolato “Cyber Security: The importance of strategic planning”, ha trattato alcuni dei temi più ‘caldi’ e attuali, come quello della tutela dei dati personali, il trattamento delle informazioni e la cyber security.

Il mercato di oggi è molto veloce e vorace di novità. Le novità escono velocemente e altrettanto velocemente diventano obsolete. Per sviluppare nuove tecnologie occorre del tempo, quindi come fare per riuscire a metterle sul mercato prima degli altri? Quello che accade, spesso e volentieri, è che vengano trascurati alcuni aspetti, in primis quelli di sicurezza e protezione di dati e informazioni. La cyber security, infatti, richiede un grande investimento in termini di tempo, e spesso viene vista non come valore aggiunto, ma come un generatore di ‘ritardo’.

Il risultato? I sistemi, già immessi nel mercato, presentano falle. Falle che hacker e cyber criminali non tardano ad individuare e sfruttare per sottrarre dati e informazioni da sfruttare a discapito di vittime spesso inconsapevoli. I prodotti, nei casi peggiori, devono essere ritirati dal mercato. Una mossa che costa alle aziende costi molto elevati. La realtà è che le aziende, di qualsiasi natura, si trovano in costante svantaggio rispetto ai malintenzionati.

Il tempo è a vantaggio degli hacker, i cosiddetti black hat, quelli ‘cattivi’. Loro, infatti, non devono uscire con nessun nuovo prodotto; a loro basta trovare le falle in quelli esistenti. E non solo: hanno tempo e risorse a disposizione; risorse e informazioni che condividono costantemente tra loro. Le aziende si trovano quindi, troppo spesso, a subire. Il compito del white hat invece, l’hacker etico, è quello di cercare le falle e trovarle prima dei cattivi per utilizzarle in maniera corretta e correggerle. Per questo motivo il mercato della cyber security è in costante crescita, anche dal punto di vista degli addetti ai lavori.

Secondo l’ultimo dato raccolto sulle aziende europee, nel 95% dei casi la vittima dell’attacco non si rende neppure conto di essere al centro del mirino. Oggi questo è inaccettabile.

E’ necessario dedicare il giusto tempo alla sicurezza informatica. Oggi la risposta è ancora lenta, ma con la consapevolezza, combinata a determinati processi e tecnologie, è possibile migliorare. La risposta ad un attacco può arrivare anche in ‘tempo reale’ con la giusta preparazione. Le aziende devono rendersi conto del rischio e imparare a difendersi. Per farlo, il tempo, è un fattore determinate.

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