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I ricercatori del MIT hanno realizzato un chip speciale che riduce il consumo di energia della crittografia a chiave pubblica del 99,75%, aumentando la velocità di 500 volte. Un grande passo avanti per la sicurezza dei dispositivi IoT (Internet of Things) che troppo spesso tendono ad abbassare i livelli di sicurezza a favore di una maggiore velocità e autonomia. Da oggi grazie agli scienziati statunitensi non sarà più un problema.

 

Molte delle transazioni Web più sensibili sono protette da crittografia a chiave pubblica, un tipo di crittografia che consente ai computer di condividere le informazioni in modo sicuro senza prima concordare una chiave di crittografia segreta. I protocolli di crittografia che gestiscono questo tipo di operazioni sono affidati a software specifici che richiedono un dispendio di risorse non indifferente. Risultano quindi difficilmente applicabili ai dispositivi IoT ai quali si chiede soprattutto un livello di consumo energetico minimo.

Per ovviare a questo problema, i ricercatori del MIT di Boston hanno costruito un nuovo chip, cablato per eseguire la crittografia a chiave pubblica, che consuma 400 volte meno energia dei software usati attualmente, utilizzando un decimo dello spazio nella memoria e lavorando ben 500 volte più velocemente. Una soluzione estremamente efficiente, che garantirebbe il livello adatto di sicurezza per i dispositivi connessi ad Internet, senza rallentarne il funzionamento.

I ricercatori hanno presentato il chip pochi giorni fa alla “International Solid-State Circuits Conference”, illustrandone il funzionamento. Come molti dei sistemi di crittografia a chiave pubblica, il chip utilizza una tecnica denominata crittografia ellittica. Il chip del MIT però, a differenza degli altri, è in grado di gestire qualsiasi tipo di curva ellittica, senza necessità di circuiti supplementari.

Il chip dispone di un processore generico che può essere utilizzato in combinazione con la circuiteria dedicata per eseguire altri protocolli di sicurezza basati su curve ellittiche. Inoltre, potendo essere spento quando non è in uso, l’efficienza energetica del chip non viene compromessa.

Grazie a questa nuova tecnologia la maggior parte delle funzionalità che oggi girano su software potrebbero migrare direttamente su hardware, portando alla riduzione di costi e consumi, aumentando l’efficienza.

http://news.mit.edu/2018/energy-efficient-encryption-internet-of-things-0213

www.ieee.org