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GDPR. E’ domani il termine per adeguarsi al nuovo Regolamento UE 2016/679 detto Regolamento Europeo sulla Privacy (GDPR). Il 25 maggio sarà la data ultima comune a tutti gli stati membri dell’Unione Europea per adeguarsi al regolamento per la gestione dei dati personali senza necessità di leggi nazionali di recepimento.

In un’era come la nostra, dove la tecnologia ormai è presente a tutti i livelli, la raccolta dei dati personali diventa una vera e propria “materia prima” della nostra economia. Considerando quanto oggi i dati personali siano diventati la base per lo sviluppo di nuovi servizi e prodotti innovativi, soltanto regolando le condizione di raccolta, gestione e uso sarà possibile perseguire l’obiettivo di un’economia basata sull’uso esteso dei dati personali, nel pieno rispetto dei diritti della persona.

Con il nuovo regolamento europeo si fa così un vero e proprio salto di qualità, passando da un approccio meramente giuridico ad un approccio strategico di gestione aziendale. Il Regolamento UE 2016/679 è stato emanato il 27 aprile 2016, e gli stati membri hanno avuto 2 anni di tempo per mettersi in regola: tuttavia, secondo i dati raccolti dall’ANSA, a pochi giorni dal momento clou, c’è ancora quasi la metà degli stati membri a non esser pronta.

La commissaria Ue alla giustizia, Vera Jourova, ha fatto il punto della situazione a pochi giorni dal fatidico 25 maggio l’Italia insieme ad altri 4 sta cercando di passare col “giallo” e, in base agli scambi con Bruxelles, il nuovo Parlamento dovrebbe adottare le misure nazionali relative al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) “poco dopo il 25 maggio”. Sono 8, invece, i Paesi Ue “molto in ritardo”, e una quindicina quelli che dovrebbero arrivare ‘in ordine’ a venerdì, tra cui Francia, Germania e Gran Bretagna.

Jourova ha dichiarato in comunicato stampa della Commissione Europea che: “Nel mondo di oggi, il modo in cui gestiamo i dati determinerà in larga misura il nostro futuro economico e la sicurezza personale. Abbiamo bisogno di regole moderne per rispondere a nuovi rischi, quindi invitiamo i governi, le autorità e le imprese dell’UE a utilizzare il tempo rimanente in modo efficiente e adempiere ai loro ruoli nella preparazione”.

Nel periodo precedente al 25 maggio, la Commissione ha sostenuto attivamente gli Stati membri dell’UE, le autorità per la protezione dei dati e le imprese, per garantire che la riforma fosse pronta per entrare in vigore. Da maggio 2018 in poi, controllerà il modo in cui gli questi Stati applicano le nuove regole e intraprendono le azioni necessarie, ove richiesto. Un anno dopo l’entrata in vigore del regolamento (2019), la Commissione organizzerà un evento per fare il punto sulle diverse esperienze delle parti interessate in merito all’attuazione del regolamento. Ciò contribuirà anche alla relazione che la Commissione è tenuta a presentare entro maggio 2020 sulla valutazione e la revisione del regolamento.
https://www.comunicatistampa.net/gdpr-privacy-2018-pronta-1-azienda-su-10/

http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2018/05/19/privacy-italia-e-meta-ue-in-ritardo_8d11bc05-82f7-4ee0-a4d1-eb6d5069f770.html

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-386_en.htm

https://ec.europa.eu/commission/commissioners/2014-2019/jourova_en